Dall’India il massaggio per bebè

30 maggio 2011  Author: Milena Renzi

Il massaggio Shantala nasce in India e viene praticato sui neonati per trasmettere attraverso le mani l’energia e l’amore della madre; infatti, durante la gravidanza è normale accarezzare il pancione e quando il bambino viene al mondo è altrettanto importante che senta che il contatto con il genitore non sia cessato. È fondamentale quindi che il contatto fisico stabilisca un legame psicologico che può crearsi anche attraverso odori e carezze. È noto come i neonati riconoscano l’odore della madre e che si tranquillizzino immediatamente quando lo sentono. L’istinto, in queste fasi della vita, è più forte della ragione, trattandosi essenzialmente di cuccioli d’uomo.

Le donne indiane hanno iniziato a praticare questo massaggio centinaia di anni fa, avendo la necessità di preservare i bimbi dalle fatiche dell’attraversare i numerosi deserti di questo continente. Esse mettono a dura prova il loro fisico in questo sforzo, gravato dalla presenza dei loro pargoli che non devono sentire il peso di tale situazione. Il calore della madre, il suo odore, così come il suo tocco è indispensabile affinché il bambino riesca anche lui a superare le condizioni di vita di questi momenti. Esse utilizzavano un impasto di curcuma, olio di mandorle e farina integrale, con il quale creavano una pallina usata per massaggiare dolcemente senza irritare la pelle delicata del neonato.

I movimenti sono lenti e avvolgenti: si parte dall’addome arrivando agli arti e finendo sul viso e testa: un trattamento completo quindi, che coinvolge anche l’area genitale, sulla quale l’applicazione di olio specifico tiene lontani funghi e infezioni.

I benefici

È stato dimostrato che grazie a queste pratiche i neonati sviluppano maggiori difese immunitarie e hanno meno problemi di salute generale: l’energia trasmessa dalle mani della madre attraversa il corpicino del bambino che gode dell’amore e della protezione che essa gli trasmette.

La tecnica utilizzata da Shantala, la donna indiana da cui prende il nome, è molto antica: originariamente il massaggio veniva praticato sul corpo nudo del neonato, da cui oggi l’esigenza di praticarlo in un ambiente riscaldato o in estate. La stagione determina inoltre la scelta dell’olio utilizzato per far scorrere più dolcemente le mani della mamma (o l’impasto sopracitato): nella stagione calda si applica l’olio di cocco, in quella fredda l’olio di sesamo o di senape intiepiditi. In alternativa, e se il bimbo ha la pelle particolarmente delicata, si può usare l’olio alla calendula.

Lo Shantala viene praticato quando il bimbo è a stomaco vuoto e preferibilmente al mattino e/o alla sera. A questo seguirà un bagnetto caldo per completare l’effetto di rilassamento, scopo del trattamento.

La donna deve sedersi a terra ed allungare le gambe in avanti, sulle quali poserà il neonato, in modo che il contatto fisico sia completo: posare il bambino sul fasciatoio è sconsigliato in quanto il massaggio perderebbe il suo significato profondo. 

Si inizia a praticarlo già dai primi giorni di vita, continuando fino ad un anno o un anno e mezzo: dopo questo periodo la mamma può continuare ad accarezzare e massaggiare il proprio bambino con scopi soprattutto affettivi. Infatti lo Shantala e gli oli utilizzati nei primi mesi di vita contribuiscono a fortificare pelle, cuoio capelluto, schiena e articolazioni, che dopo 18 mesi possono dirsi già formate e solide. 

Il contatto di mamma e bambino risulta quindi essere fondamentale per entrambi gli individui: il neonato si sentirà protetto e al sicuro tra le coccole della madre, mentre quest’ultima, prendendosi cura del suo cucciolo, troverà la sua serenità e si sentirà appagata nel trasmettere il proprio amore.


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